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L’UE e otto nazioni firmano il Protocollo di Varsavia contro il crimine legato alle criptovalute

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Modernizzazione della Convenzione di Varsavia

Il nuovo trattato modernizza la Convenzione di Varsavia, includendo gli asset crittografici nel suo ambito e ampliando le attribuzioni delle unità di intelligence finanziaria su questi beni. Questo passo sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale e mira a ridurre i tempi di risposta per le richieste di informazioni tra i paesi.

Rafforzamento dei quadri normativi

L’Unione Europea, insieme a un gruppo di altre nazioni, sta rafforzando i propri quadri normativi per affrontare l’adozione crescente di asset crittografici a scopi illeciti e per finanziare attività terroristiche. Mercoledì, l’UE e otto nazioni alleate, tra cui Georgia, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Monaco, Montenegro, San Marino e Regno Unito, sono stati i primi firmatari del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lavanderia, ricerca, sequestro e confisca dei proventi da crimine e sul finanziamento del terrorismo, comunemente noto come “Convenzione di Varsavia”.

“Il denaro criminale sostiene il crimine organizzato e compra anche ciò che non dovrebbe mai essere in vendita: le nostre democrazie. Portare via quel denaro è una questione di sicurezza democratica. Nessuno stato può recuperare asset criminali oltre confine da solo. Con questo Protocollo, nessuno dovrà farlo,” ha dichiarato il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, sottolineando la maggiore cooperazione che deriverà da questo nuovo accordo.

Nuove misure per il recupero degli asset crittografici

Il protocollo definisce nuove misure per affrontare il recupero e la gestione degli asset crittografici coinvolti in azioni criminali o illecite, includendo definizioni di asset virtuali e fornitori di servizi di asset virtuali (VASPs). Ad esempio, consente il sequestro urgente di asset virtuali senza preavviso quando c’è un rischio di transazione, ampliando le capacità di sequestro preventivo.

Inoltre, incoraggia i firmatari a costruire infrastrutture specifiche per confiscare (Uffici di Recupero Asset) e detenere (Uffici di Gestione Asset) gli asset digitali coinvolti in attività illecite.

Ruolo delle unità nazionali di intelligence finanziaria

Il ruolo delle unità nazionali di intelligence finanziaria (FIUs) è stato ampliato, consentendo loro di sospendere le transazioni crittografiche se sospettano collegamenti a scopi di riciclaggio di denaro. Le parti interessate avranno la priorità nel reclamare gli asset confiscati ai sensi del protocollo, e le somme superiori a 10.000 euro saranno distribuite equamente tra i paesi coinvolti nelle operazioni di recupero.

Il protocollo incoraggia anche gli stati firmatari a intraprendere azioni legislative per consentire l’uso degli asset crittografici confiscati per “scopi di riutilizzo sociale, nell’interesse pubblico o per altri obiettivi specifici.”

Conclusione

Gli stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato queste nuove disposizioni nel maggio 2026, mentre il blocco cerca di rafforzare l’arsenale fiscale e penale dell’UE per portare gli asset crittografici sotto un’efficace supervisione.

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