Il CLARITY Act e la sua situazione attuale
Il CLARITY Act è rimasto bloccato nel Senato degli Stati Uniti dopo una sconfitta procedurale di 49-50. La Senatrice Cynthia Lummis ha incolpato l’opposizione democratica, sostenendo che motivi politici legati al Presidente Donald Trump abbiano ostacolato il progresso della legislazione. D’altra parte, i negoziatori democratici affermano che questioni etiche irrisolte hanno impedito un accordo.
Dettagli sul voto e le reazioni
I registri del Senato mostrano che i legislatori hanno respinto la chiusura sulla mozione di procedere con l’H.R. 3633 il 15 settembre. La misura necessitava di un supporto di tre quinti per avanzare al dibattito, ma ha ricevuto solo 49 voti favorevoli e 50 contrari, con un senatore che non ha votato. Durante l’evento Policy & Regulation di CoinDesk il 22 settembre, Lummis ha dichiarato di essere “costernata, sbalordita e rattristata” dal risultato, accusando i Democratici di mettere la loro opposizione a Trump sopra il supporto per la legislazione sulla struttura del mercato delle criptovalute, affermando che l’industria dovrebbe “incolpare i Democratici“.
I senatori democratici, tuttavia, hanno fornito una spiegazione diversa, indicando che le disposizioni etiche irrisolte riguardanti gli interessi in criptovalute dei funzionari eletti hanno ostacolato un accordo, pur affermando di sostenere la legislazione che stabilisce regole federali per le risorse digitali.
Il contesto legislativo e le modifiche proposte
Il voto del 15 settembre non rappresentava l’approvazione finale del CLARITY Act, ma riguardava se il Senato dovesse invocare la chiusura sulla mozione di procedere, consentendo alla camera di iniziare la considerazione formale del disegno di legge. Il verbale ufficiale mostra che tutti i Democratici che hanno votato si sono opposti alla chiusura. Il Senatore Democratico Chris Coons non ha votato.
I Repubblicani Susan Collins, Josh Hawley e Jerry Moran hanno votato contro il procedere, mentre il Senatore Thom Tillis ha espresso un quarto no repubblicano. I registri della Senate Daily Press indicano che Tillis ha votato no per poter presentare una mozione di riesame, che ha presentato poco dopo il risultato, preservando un percorso procedurale per la leadership per riportare la questione.
Le implicazioni del CLARITY Act
La proposta stabilirebbe un quadro normativo per i beni digitali e dividerebbe le responsabilità di regolamentazione tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission. La Camera aveva già approvato l’H.R. 3633 a luglio 2025 con un voto di 294-134, inclusi 78 voti democratici.
Il CLARITY Act non è riuscito a ottenere i 60 voti del Senato necessari per aprire il dibattito il 15 settembre, lasciando irrisolte le questioni sulla struttura del mercato delle criptovalute federali. Prima del voto, gli sponsor repubblicani hanno affermato che l’ultimo testo del Senato conteneva più di 120 modifiche richieste dai Democratici.
Lummis, il Presidente della Commissione Agricoltura del Senato John Boozman e il Presidente della Commissione Bancaria del Senato Tim Scott hanno dichiarato che la bozza del 14 settembre conteneva 126 modifiche sostanziali richieste durante i negoziati bipartisan.
Prospettive future e considerazioni finali
Il Presidente della Commissione Servizi Finanziari della Camera, French Hill, ha continuato a sollecitare un’azione congressuale nonostante il risultato del Senato. Hill e il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Glenn Thompson, hanno affermato il 15 settembre che il voto di chiusura fallito non ha rimosso la necessità di regole statutarie che governano gli asset digitali.
Durante l’evento di CoinDesk del 22 settembre, Hill ha sostenuto che i legislatori dovrebbero continuare a lavorare verso un accordo bipartisan invece di considerare la sconfitta procedurale come la fine della legislazione. Il Rappresentante Democratico Ritchie Torres ha offerto una valutazione diversa del conflitto politico, affermando che le attività criptovalutarie di Trump hanno reso più difficile per i Democratici sostenere la legislazione.
Il voto della Camera del 2025 mostra che la struttura del mercato degli asset digitali ha precedentemente attratto supporto da entrambe le parti. I registri del Segretario della Camera mostrano che 216 Repubblicani e 78 Democratici hanno votato a favore della legislazione in quella fase.
La sconfitta del 15 settembre non ha formalmente disposto la legislazione, poiché Tillis ha presentato una mozione di riesame dopo aver cambiato il suo voto in no per motivi procedurali. Qualsiasi versione del Senato che cambi materialmente la legislazione approvata dalla Camera richiederebbe infine un accordo tra le due camere prima di raggiungere il presidente.