Satoshi BrotherYour brother in the market
IT

La Corea del Sud blocca due aziende di criptovalute mentre il numero totale di operatori illegali raggiunge 47

La FIU della Corea del Sud blocca due aziende di criptovalute non registrate, portando il totale degli operatori illegali a 47 nell'ambito di regolamenti più severi sui servizi di asset virtuali.

La Corea del Sud blocca due aziende di criptovalute mentre il numero totale di operatori illegali raggiunge 47

Restrizioni alle Aziende di Criptovalute in Corea del Sud

L'Unità di Intelligenza Finanziaria (FIU) della Corea del Sud ha richiesto restrizioni di accesso domestico per due aziende di criptovalute non registrate e ha segnalato tre operatori per indagini su presunti violazioni delle leggi finanziarie del paese. Secondo un rapporto del 30 ottobre dell'Agenzia di Stampa Yonhap, la FIU, che opera sotto la Commissione dei Servizi Finanziari, ha chiesto all'autorità di revisione delle comunicazioni del paese di bloccare l'accesso a TetherMax e SuperTrust, inclusi i loro servizi online.

Identificazione di Aziende Sospette

La richiesta è stata seguita da un rinvio da parte dell'Alliance delle Borse di Asset Digitali (DAXA), che ha identificato TetherMax, SuperTrust e Aegis Ventures come sospetti fornitori di servizi di asset virtuali non registrati. Aegis Ventures è stata esclusa dalla richiesta di blocco dell'accesso perché non gestisce un sito web o un'applicazione mobile separata. Tuttavia, tutte e tre le aziende sono state segnalate alle autorità investigative per le loro presunte operazioni senza la registrazione richiesta.

Con i recenti rinvii, il numero totale di aziende di criptovalute non registrate segnalate alle agenzie investigative dalla FIU è salito a 47.

Obblighi di Registrazione e Conseguenze

Ai sensi della Legge sulle Informazioni Finanziarie Specifiche della Corea del Sud, le aziende che forniscono servizi di criptovalute ai clienti locali devono registrarsi presso la FIU prima di operare. L'obbligo si applica sia alle aziende nazionali sia alle piattaforme straniere che servono residenti sudcoreani, anche quando le loro attività sono basate al di fuori del paese. Gli operatori trovati colpevoli di condurre attività di asset virtuali non registrate possono affrontare fino a cinque anni di carcere o multe fino a 50 milioni di won.

Azione di Enforcement e Preoccupazioni

L'azione più recente rimane una richiesta di restrizioni di accesso, con l'autorità di revisione delle comunicazioni responsabile della decisione se implementare i blocchi proposti. Le autorità sudcoreane hanno già adottato misure simili contro diverse borse di criptovalute straniere che hanno continuato a offrire servizi ai clienti locali senza completare il processo di registrazione richiesto.

"Le autorità hanno segnalato 44 operatori di criptovalute non registrati alle agenzie investigative."

All'inizio di questo mese, la FIU ha ordinato restrizioni di accesso su 27 siti web di criptovalute, inclusi quelli gestiti da KuCoin, MEXC e BingX, a seguito di revisioni normative condotte il 6 e 7 ottobre. Le tre aziende recentemente identificate hanno ora portato quel numero a 47.

Commissioni e Rischi Associati

Insieme all'azione di enforcement, la FIU ha sollevato preoccupazioni riguardo alle commissioni addebitate dalle aziende di criptovalute non registrate e ai rischi associati all'uso di piattaforme al di fuori della supervisione. Un'ispezione congiunta condotta da DAXA e fornitori di servizi di asset virtuali registrati a giugno ha rilevato che le aziende esaminate addebitavano commissioni di trading medie comprese tra l'1,5% e il 10%. A titolo di confronto, le cinque maggiori borse di criptovalute sudcoreane che offrono coppie di trading in won coreano addebitavano una commissione media di circa lo 0,16%.

La FIU ha avvertito che gli operatori di criptovalute non registrati potrebbero essere sfruttati per il riciclaggio di denaro, poiché operano al di fuori della supervisione normativa applicata alle aziende registrate.

Misure Future e Proposte Legislative

La Corea del Sud ha introdotto diverse misure nell'ultimo anno per limitare l'accesso alle aziende di criptovalute che non si sono registrate presso la FIU. A luglio, OKX è tornata nel Google Play Store in Corea del Sud dopo una sospensione di quattro giorni, mentre l'applicazione di Bybit è rimasta non disponibile per gli utenti locali.

Separatamente, il paese ha inasprito i requisiti per il trasferimento di criptovalute in agosto, introducendo obblighi aggiuntivi per le aziende registrate che gestiscono transazioni che coinvolgono fornitori di asset virtuali esteri. Le misure richiedono alle aziende coperte di raccogliere e verificare informazioni associate ai trasferimenti di criptovalute.

Nel frattempo, i legislatori sudcoreani hanno introdotto una proposta in agosto per conferire alla FIU poteri investigativi diretti su aziende di criptovalute sospette non registrate. La modifica proposta consentirebbe all'agenzia di esaminare presunte violazioni e richiedere indagini penali, invece di fare affidamento principalmente su rinvii alla polizia.

Per la sua ultima azione di enforcement, la FIU ha dichiarato che intende richiedere revisioni più rapide dei nuovi operatori identificati e dei siti web sostitutivi utilizzati dalle aziende che tentano di continuare a servire i clienti coreani.

In altre lingue: EnglishРусскийDeutschFrançaisEspañol

Linee editoriali e IA · Contatti