L'hack di Binance potrebbe coinvolgere un 'uso improprio' delle chiavi, non un furto: il CEO di Blockaid
L'hack di Binance potrebbe coinvolgere un 'uso improprio' delle chiavi, non un furto, suggerisce il CEO di Blockaid, Ido Ben-Natan, evidenziando una potenziale manipolazione dell'infrastruttura di firma delle transazioni.

Incidenti di Sicurezza nel Settore delle Criptovalute
Ido Ben-Natan, CEO di Blockaid, sospetta che gli attaccanti abbiano manipolato l'infrastruttura di firma delle transazioni di Binance, tracciando paralleli con l'hack di Bybit. L'incidente sospettato di Binance, del valore di miliardi di dollari, potrebbe aver visto coinvolti attaccanti che hanno alterato la firma delle transazioni dell'exchange, piuttosto che rubare chiavi private.
Valutazione Preliminare di Blockaid
Parlando con Cointelegraph, Ben-Natan ha dichiarato che la valutazione preliminare di Blockaid ha indicato un "uso improprio delle chiavi", in cui gli attaccanti ingannano o compromettono un sistema di firma per autorizzare transazioni malevole senza estrarre la chiave privata sottostante.
"Sembra essere una compromissione dell'infrastruttura di firma. Non pensiamo che una chiave sia stata trapelata," ha affermato.
Ben-Natan ha sottolineato che si tratta di una valutazione preliminare, basata sulla loro esperienza con attacchi simili e sulle osservazioni dell'attività on-chain. Binance non ha confermato il metodo preciso che ha permesso agli hacker di rubare oltre 2,5 miliardi di dollari in criptovalute dall'exchange, il più grande hack di criptovalute nella storia.
Analisi On-Chain e Dettagli Tecnici
Nella sua analisi on-chain pubblicata su X, Blockaid ha dichiarato che l'attaccante ha raggruppato 50 autorizzazioni EIP-7702 in una singola transazione mirata a Binance 14. Un'autorizzazione corrispondeva apparentemente al nonce richiesto dall'account, permettendo che fosse accettata. L'EIP-7702 consente a un account di delegare l'esecuzione a codice di smart contract.
Blockaid ha affermato che l'account interessato era stato delegato a un contratto di sweeper non verificato, che consentiva a un operatore designato di drenare token ed Ether. Ben-Natan ha detto a Cointelegraph che l'operazione potrebbe aver coinvolto più dispositivi compromessi e movimenti attraverso la rete dell'exchange, anche se questo rimane non confermato.
Confronto con l'Hack di Bybit
Quando gli è stato chiesto se la sospetta manipolazione della firma somigliasse all'attacco di Bybit di febbraio 2025, Ben-Natan ha descritto gli incidenti come "molto, molto simili". In quel caso, l'aggiornamento forense pubblicato da Bybit ha dichiarato che gli attaccanti avevano compromesso le credenziali di uno sviluppatore di Safe, accedendo all'infrastruttura del fornitore di wallet e ingannando i firmatari per approvare una transazione malevola.
Come nel caso di Bybit, Ben-Natan ha affermato che l'attività somigliava a operazioni legate ad attaccanti informatici nordcoreani, basandosi sulla sofisticatezza dei preparativi on-chain.
Conclusione
Rivista: Ledger manomesso riportato a Singapore un mese prima che la notizia si diffondesse: Asia Express. Ottieni di più da Cointelegraph su Google e aggiungi Cointelegraph come fonte preferita per la ricerca su Google.